Game #4: Milan vs Barcelona - 1994

Updated: Sep 24, 2020



3- Milan-Barcelona, Champions League Final, 18/05/1994


In over one hundred years of Milan’s history, the 90s was undoubtedly the most beautiful and successful period for the club. After winning their third European Cup in the 1988/1989 season, the following year the Rossoneri started the decade by winning another ‘Big Ears’ cup, this time against Benfica in Vienna.

If these successes were thanks to champions such as Van Basten, Gullit and Rijkaard on the one hand, on the other Arigo Sacchi’s role was fundamental; he was the coach who revolutionised global football. At the end of 1990/91, the season in which Milan had won the European Super Cup, the Intercontinental Cup and ended the league in second place. However, Sacchi was not able to manage the significant stress that his position involved and decided not to renew his contract with the club.

The choice for his replacement was Fabio Capello, the former Milan player who had previously coached the Rossoneri for a couple of months after the dismissal of Liedholm. Capello had also coached the club’s youth team. His first season as the first team coach ended with a Scudetto win, achieved with an unprecedented record in Italian football, an undefeated season. This victory helped the team go down in history as “The Milan of Invincibles”.

In the next season, 1992/93 Milan repeated the feat and won their thirteenth national title, but on the European level were unlucky to lose the Champions League final against Marseille. This came after dominating the competition with no defeats and conceding only one goal in ten games. Years later, this final is still shrouded in mystery after the statements of a former Marseille player who confessed the team was doping. The anger for what happened encouraged the team for the start of the new season.

During the summer of 1993, Gullit and Rijkaard left Milan and Van Basten missed the whole season through injury. This definitely ended the era of the Rossoneri’s Dutch trio. After winning their third consecutive Scudetto seamlessly, Milan focused their efforts on the Champions League, reaching the Athens final after a 3-0 victory against Monaco. The team that faced Milan in the final was Barcelona, a strong team full of champions, coached by Johan Cruijff. In the press conference ahead of the game, the Dutch coach was sure of the win and didn’t show any respect for Milan, making declarations such as “finals have always been my speciality, I don’t know what fear is” and “Milan thinks we’re the favourite? I understand them, if Barcelona plays as they know, we can win every game”. Other inflammatory comments included “Milan supporters should enjoy this Barcelona, it doesn’t happen every week to Italians to watch a team playing as good as we’re doing” and “I can’t see how we can lose the Champions League”. In addition to this, the day before the final the Spanish team posed for pictures with the cup.

The pitch saw one team dominate the game, but to Cruijff’s disbelief, it wasn’t the Catalan squad. Despite Baresi and Costacurta being ineligible to play, replaced by Galli and Panucci, Milan played great football and ended the first half leading 2-0 thanks to Massaro’s double. A few minutes after the start of the second half, Savicevic scored one of the most beautiful goals in Champions League history, with a lob from outside the box that put the ball in the net behind the goalkeeper Zubizarreta. Ten minutes later Desailly scored the 4-0 and the Spanish players were left as extras on the field. After the final whistle, the Rossoneri were finally able to celebrate and get rid of the tension accumulated in the previous days, gaining revenge against those who thought they had already lost. Thus Milan became European Champions for the fifth time, concluding an incredible season that can be defined as one of the best ones, if not the best, in the club’s history. Milan etched their name at the summit of European and world football.


3- Milan -Barcelona, Champions League, 18/05/1994


Nella storia ultracentenaria del Milan, gli anni ’90 rappresentano senza dubbio il periodo più bello e vincente del club. Dopo aver vinto la loro terza Coppa dei Campioni nella stagione 1988/89, l’anno successivo i rossoneri iniziano il decennio vincendo un’altra coppa dalle grandi orecchie, questa volta contro il Benfica a Vienna.

Se da un lato questi successi sono arrivati grazie a campioni come Van Basten, Gullit e Rijkaard, dall’altro è risultata fondamentale la presenza di un allenatore che in quegli anni ha rivoluzionato il calcio mondiale, Arrigo Sacchi. Al termine della stagione 1990/91 però, dopo aver vinto la supercoppa europea, la coppa intercontinentale ed essere arrivato secondo in campionato, il tecnico romagnolo non riesce più a gestire il notevole stress che la sua posizione comporta e decide di non rinnovare il proprio contratto con il Milan.

La scelta per il suo sostituto ricade su Fabio Capello, ex giocatore del Milan che negli anni precedenti aveva allenato i rossoneri per un paio di mesi a seguito dell’esonero di Liedholm, per poi passare ad allenare la Primavera. La sua prima stagione da allenatore di prima squadra si conclude subito con uno Scudetto, impreziosito da un record mai stabilito in precedenza nel calcio italiano, ovvero la vittoria del campionato senza subire nemmeno una sconfitta, permettendo alla squadra di passare alla storia come “il Milan degli invincibili”.

Nella stagione successiva, 1992/93, il Milan si ripete, vincendo il suo tredicesimo titolo nazionale, ma a livello europeo non ha la stessa fortuna e perde in finale di Champions League contro il Marsiglia, dopo aver dominato la competizione senza mai perdere e subendo solamente un gol in dieci partite. La finale rimane, ad anni di distanza, avvolta nel mistero dopo le dichiarazioni di un ex giocatore del Marsiglia che confessò che la squadra si era dopata. La rabbia per la beffa subita darà la carica giusta alla squadra per l’inizio della nuova stagione.

L’estate 1993 vede l’addio al Milan di Gullit e Rijkaard, e con l’infortunio di Van Basten che lo terrà lontano dal campo per l’intera stagione, si chiude definitivamente l’era del trio olandese rossonero. Dopo aver vinto senza particolari problemi il suo terzo Scudetto consecutivo, il Milan si focalizza sulla Champions League, dove raggiunge la finale di Atene da imbattuto grazie ad una vittoria per 3-0 contro il Monaco. Ad aspettare i rossoneri c’è il Barcellona, squadra molto forte e costellata di campioni, guidata da Johan Cruijff. Alla vigilia, l’allenatore olandese non solo è sicuro di vincere, ma sembra ridicolizzare il Milan rilasciando molte dichiarazioni rivedibili, tra le quali «Le finali sono sempre state la mia specialità, la paura non so cosa sia», «Il Milan dice che siamo favoriti? Li capisco: giocando come sa, il Barcellona può vincere qualsiasi partita», «I tifosi del Milan si godano questo Barcellona: agli italiani non capita tutte le settimane di vedere una squadra che gioca bene come la nostra» ed infine «Non vedo proprio come possiamo perdere la Coppa dei Campioni». A questo si aggiunge il fatto che il giorno prima della finale gli spagnoli decisero di farsi le foto con la coppa per festeggiare.

Il campo vedrà la supremazia di una squadra, ma per l’incredulità dell’allenatore olandese non sarà quella catalana. Nonostante le pesanti assenze causa squalifica di Baresi e Costacurta, sostituiti da Galli e Panucci, il Milan gioca un gran calcio e chiude il primo tempo sul 2-0 grazie alla doppietta di Massaro; ad inizio ripresa, Savicevic segna uno dei più bei gol della Champions League con un pallonetto da fuori area che batte il portiere Zubizarreta. Dieci minuti più tardi arriva anche il 4-0 firmato Desailly, con gli spagnoli che si ritrovano ad essere delle comparse in campo. Al triplice fischio il popolo rossonero può finalmente festeggiare, liberandosi della tensione accumulata nei giorni precedenti e ottenendo una rivincita su quelli che li davano già per sconfitti. Il Milan riesce così a diventare campione d’Europa per la quinta volta, concludendo una stagione incredibile che può essere definita come una delle migliori nella storia del club, se non la migliore, che porta i rossoneri nell’Olimpo del calcio.

Milan – Barcelona 4-0

Olympic Stadium, Athens – Attendance: 70,827

Referee: Philip Don (England)

Scorers: 22', 45' Massaro, 47' Savicevic, 58' Desailly.

Line ups:

Milan: Rossi, Tassotti, Panucci, Albertini, F. Galli, Maldini (83' Nava), Donadoni, Desailly, Boban, Savicevic, Massaro. Coach: Capello.

Barcellona: Zubizarreta, Ferrer, Guardiola, Koeman, Nadal, Bakero, Sergi (72' Estebaranz), Stoichkov, Amor, Romario, Begiristain (52' Eusebio). Coach: Cruijff.